Questa volta emigreremo con una famiglia nobile dal Libano in Egitto. Sembra come una vecchia storia che l’emigrazione e il cambiamento dei ruoli sociali di donne e uomini siano abbinati al tango – in tutto il mondo.
Farid El Atrache (1914-1974) e Amal El Atrache Asmahan (1918-1944)
Farid El Atrache e la sua sorella Amal El Atrache, conosciuta con il nome Asmahan, erano nati da una famiglia di nobili Drusi siriani, attiva nella lotta politica per la liberazione della Siria dai francesi dopo la Prima Guerra Mondiale. Dopo la morte del padre nel 1924 la famiglia emigrò in Egitto lasciando il Libano. Per poter sopravivere la madre dovette cantare durante feste private e nei clubs dove si suonava il “oud”, il liuto arabo.
Il talento musicale di Farid fu notato subito dall’inizio. Dopo aver ricevuto un insegnamento musicale classico al Conservatorio del Cairo, si esibì con la sorella più giovane che fu una dotata cantante legandole loro carriere musicali. Accanto al fratello, che era conosciuto per il suo cantare appassionato e come maestro dello oud, Asmahan diventò una leggenda, dominando il canto arabo negli anni ’30.
Il successo aumentò quando iniziarono a lavorare nel cinema. Farid fu ugualmente apprezzato come compositore e arrangiatore; era specializzato nell’introdurre temi del Flamenco e del Tango in musica classica araba, mentre nel canto Asmahan adottava tecniche occidentali senza sminuire la natura orientale di ciò che cantava. Questa musica immensamente innovativa ma sempre popolare di Farid e Asmahan subì una tragica fine con l’improvvisa morte di Asmahan in un incidente di macchina nel 1944. In quell’epoca circolarono molte voci sulla responsabilità del servizio segreto.
Farid, che dovette ora proseguire nella carriera da solo, diventò noto grazie al suo canto melanconico e venne chiamato il “cantante triste”. Oltre alla sua fama di musicista, direttore d’orchestra e compositore, diventò famoso anche come attore. Grazie alle sue apparizioni in numerosissimi film romantici, conquistò il pubblico femminile. Ma i suoi amici erano dell’opinione che nessun’altra donna avrebbe mai potuto colmare il vuoto che aveva per la perdita della sua sorella.
Alla fine degli anni ‘60 Farid ritornò in Libano, aprendo un famoso nightclub. Sfortunatamente, con l’inizio della guerra in Libano e la sua cattiva abitudine di scommettere, perse tutte le sue fortune, ma rimase in Libano fino alla sua morte in 1974.
Seguitemi ora in Algeria per conoscere un altro cantante famoso, che suona l’oud - il “bandoneon” del tango arabo – e canta il tango.
Lili Boniche (1921)
Lili Boniche nacque nel 1921 in una famiglia di origine andalusa, nella Casba di Algeri. Aveva solo 10 anni quando lasciò la sua famiglia per studiare l’arte di suonare l’oud, il liuto arabo. Il suo insegnante fu un maestro di Haouzi, uno stile regionale della musica arabo-andalusa. Si esibì per la prima volta all’età di 15 anni per la Radio algerina. Col tempo si allontanò dalla musica classica araba, perché fortemente attratto dagli stili dei nightclub degli anni ’40 ( a quei tempi molto diffusi nelle regioni meridionali e orientali della costa mediterranea). In questi nightclub si sentiva il jazz, il flamenco, il mambo e la rumba insieme ai ritmi più conosciuti del tango e del paso doble. Tutti insieme vennero mescolati e interpretati dal tradizionale canto algerino chiamato "Chaâbi" in una miscela ritmica e sensuale. Abbinando questa ricca miscela di stili di diverse culture alle sue personali origini culturali, Lili Boniche elaborò gradualmente uno stile personale che chiamò "Francarbe". Ciò era un’elegante e un’indipendente forma di musica popolare, la quale si sarebbe potuta chiamare "world music", se questo termine fosse esistito!
Come padre del “Francarbe” dalla fine degli anni ’40 e negli anni ‘50 Lili Boniche proseguì con la sua carriera, prima in Algeria e poi a Parigi dove incise per la prima volta. Negli anni ‘90 con il termine "world music" ormai conosciuto e consolidato, Lili Boniche ritornò in scena con il suo album "Alger, Alger", prodotto da Bill Laswell. Si esibì anche in concerti, con l’aiuto di una chitarra elettrica e dell’amplificatore, cercando di salvare lo charme e l’eleganza di questa musica di una volta.
Ringraziamo Uli Schumann (vedi Links) per il gentile rilascio del materiale