Vi propongo il primo articolo di tre di Mike Lavocah (Links) su come crearsi una collezione di musica di tango uscito nel 2000 nella rivista inglese El Once (Links)
Compact Tango: crearsi una discoteca privata (1)
(traduz. L.Bisenzi e P.Müller)
Mentre la musica di tango music veramente non è mai sparito, il primo importante lavoro di riordinamento del materiale storico del periodo d’oro del tango è cominciato solo nel 1989, coincidendo, molto fortunatamente con la nascita del compact disc. Dopo dieci anni il catalogo conta più di mille dischi. Mentre nuovi dischi continuano ad essere pubblicati, l’attuale trend è più di approfondimento che di allargamento del materiale: ci sono solo pochi artisti che non sono stati ripubblicati, e le nuove pubblicazioni si concentrano nel presentare artisti familiari in modo più ampio e profondo.
Ora perciò sembra un buon momento per astenersi dal semplice aggiornamento dellenuove uscite e dedicare un po’ di tempo al riordino dell’intero materiale. Comincerò con una descrizione in tre parti del come creare una discoteca privata. In questa prima parte parlerò sia dell’intero commercio della ripubblicazione del vecchio materiale, sia delle varie case discografiche. Nella seconda parte tratterò brevemente delle orchestre, e nella terza parte darò le mie personali raccomandazioni.
Non dimenticate che il mio approccio alla musica non avviene da parte di un musicista o storico, ma da parte di un ballerino.
Riedizioni
Nonostante l’avvenuto di nuova musica, la maggior parte di questa viene presa da vecchie registrazioni del periodo d’oro e, in questo caso, ci sono quattro fattori che intervengono tra la registrazione originale e il compact disc che finirà nel vostro salotto.
Il primo fattore è la fedeltà del materiale originale che la compagnia di registrazione ha usato per il trasferimento su compact disk. In tanti casi le matrici originali (original masters) sono state perdute e i trasferimenti sono stati eseguiti da dischi a 78 giri o LP in discoteche o collezioni private. Se la registrazione è distorta o consumata, qualunque sia l’attenzione data alle successive fasi di registrazione, il risultato non è apprezzabile. Inoltre, anche con registrazioni in perfette condizioni, la qualità dell’incisione ripetuta varierà considerevolmente.
Il secondo fattore è il processo di trasferimento in se – ascoltare e riregistrare i vecchi dischi. A questo punto è veramente importante avere molta cura del disco per il migliore risultato possibile. Il disco dovrà essere pulito. La scelta della puntina può fare la differenza, in quanto dovrà dipendere dal tipo di usura delle tracce. Benché possa apparire sorprendente, anche la velocità della registrazione può essere stabilita con difficoltà: 78 giri (al minuto) può significare qualsiasi velocità tra 68 giri e 88 giri. Vecchi grammofoni avevano una levetta per aggiustare la velocità e quindi l’altezza del suono, che l’ascoltatore poteva giudicare in base ad esecuzioni dal vivo.
Il terzo fattore è ogni elaborazione impiegata per provare a ridurre il fruscio e le distorsioni. I dischi hanno sempre prodotto rumore superficiale. Oggi esistono alcuni sistemi molto sofisticati per ridurre il rumore, ma se non sono disponibili la migliore soluzione è lasciare la musica trasferita semplicemente così com’è nell’originale, perché l’orecchio umano è in grado di ignorare rumori analoghi.
É un disastro quando l’ingegnere decide di filtrare il rumore perché ciò sciupa il bilanciamento sonoro. Le voci risultano particolarmente danneggiate. È come se insieme al rumore venga filtrato anche il sentimento. E così anche le migliori esecuzioni possono lasciarci indifferenti. Tuttavia, attenzione! Un leggero filtraggio può essere apprezzato come un miglioramento al primo ascolto, in quanto dà l’illusione che il disco sia pulito.
Il quarto fattore è la programmazione - la selezione dei brani che l’editore sceglie di mettere in un disco. Non significa scegliere semplicemente i venti “migliori” brani – idealmente il disco deve essere interessante per la sua completezza, qualcosa che puoi ascoltare per intero senza annoiarti. Sotto questo aspetto la maggiore lunghezza di un formato CD è una “mezza benedizione”. I CD possono contenere fino a 74 minuti di materiale, un tempo scelto dagli ingegneri della Philips per contenere le sinfonie più lunghe di Beethoven. Su codesti dischi generalmente troviamo 20 brani per una lunghezza di tempo intorno a un’ora (i dischi a 78 giri erano limitati ad una durata di poco più di tre minuti, imponendo i propri limiti alla musica di quei tempi – ma questo è un’altra storia). Ora supponete di ricevere due CD – uno con dodici brani meravigliosi e un altro con gli stessi dodici brani ma allargato a venti brani con l’aggiunta di otto brani meno interessanti, che cosa preferireste? La maggioranza dirà che sceglierebbe il secondo disco – ma questo verrà ascoltato meno spesso di quello più breve.
Ai DJ e collezionisti non importa tanto la programmazione quanto semplicemente avere accesso al materiale. Per tanti tangueros, però ciò può significare uno dei più importanti fattori nella valutazione di un disco.
In breve esamineremo le varie case discografiche e le serie, e scopriremo quanto siano differenti relativamente a questi quattro fattori.
Presentazione
La musica di Tango è largamente apprezzata più da entusiasti che dal grande pubblico. Ciò significa che il complesso della presentazione e della vendita cade in secondo piano. Le case discografiche argentine sembrano particolarmente orgogliose delle loro modeste presentazioni (anche se l’Argentina non è mai scesa così in basso come il Brasile dove la musica popolare viene venduta – probabilmente anche nei negozi più sofisticati – semplicemente appiccicando una fotocopia sulla fronte del CD). Non è nemmeno insolita l’assoluta mancanza di un foglio descrittivo. Ciò può essere veramente frustrante: fogli descrittivi ben fatti aprono una finestra su un passato affascinante di cui abbiamo poche opportunità d’osservazione. In ogni caso, questo dovrebbe essere solo una considerazione secondaria nella scelta di un disco. Ciò che importa è la musica.
Varietà
Probabilmente vorreste includere nella vostra collezione il vals e la milonga oltre al tango. La maggioranza dei dischi hanno almeno uno o due vals e occorre un po’ di attenzione per ottenere una buona presentazione. Nel caso delle milongas, ogni disco anteriore al 1933 non avrà alcuna forma di presentazione.
Gusto
Un fattore irritante relativo al gusto non è che il tuo è differente da quello degli altri – dopo tutto stai comprando per te stesso – ma che il tuo proprio gusto cambia e si evolve nel tempo. Per tanti, se non per la maggior parte dei tangueros, inizialmente è il ritmo e la drammaticità che attrae l’attenzione. Dopo un po’ l’emozione passa per dare spazio alla sensibilità e il ritmo cede il passo alla melodia. Per questo aspetto sento che dovremmo porre più attenzione alle preferenze degli Argentini.
La discoteca di casa
Grazie alla sua natura, la musica che sentiamo in una milonga è la più indicata per ballare. In ogni caso, il tango è molto di più che una semplice musica da ballo – è anche musica d’ascolto di per se. Esiste molta musica da tango che non era pensata per ballare, il lavoro di Carlos Gardel è l’esempio più ovvio, ma la musica da ballo merita la stessa considerazione. Le cose di cui parlo sono, ovviamente, i versi dei brani musicali.
I versi
La musica crea l’atmosfera, ma sono i versi che raccontano la storia. Se non ascolti il testo, gran parte di ciò che viene eseguito ti passerà vicino senza darti emozioni. Ascoltando a casa il tango puoi mettere più attenzione alla poesia contenuta in una milonga. Se non parli spagnolo, non te ne stare semplicemente seduto con un senso di frustrazione. Imparalo – è molto più facile di quanto pensi e arricchirà la tua esperienza del tango oltre ogni limite.
Documentare le tue scelte
Molto spesso troverai un disco interessante che non conosci. Varrà la pena? Ci sono tante cose che puoi fare per arricchire le tue conoscenze e quindi aumentare le tue probabilità di incontrare qualcosa di tuo gusto.
Prima di tutto prendi tempo non solamente per sapere quale orchestra ti piace, ma anche di quali periodi. Un certo numero di orchestre continuarono a incidere fino al 1950 e alcune – degne di nota, Pugliese, De Angelis e D’Arienzo – per un periodo ancora più lungo. La maggior parte di questi complessi raggiunsero il loro apice nei primi del 1940 con risultati che potresti trovare molto deludenti. Dischi argentini portano spesso qualcosa come © 1939 EMI. Questo significa solo che l’incisione più vecchia di questo disco era stata registrato nel 1939 – gli altri potrebbero essere molto più recenti.
La situazione più comune è che nessuna data viene segnalata, ma anche qui troviamo alcuni indizi. Il più attendibile è il cantante. Normalmente un cantante rimaneva con un orchestra per quattro o cinque anni, dopo di che poteva passare ad un’altra, sperando che fosse migliore, o addirittura (se aveva particolarmente successo) mettersi in proprio.
La presenza di un tango famoso può essere ingannevole: per esempio, supponiamo che cerchiate La Cumparsita eseguito da D’Arienzo. Potreste rimanere delusi in quanto questo pezzo lo ha registrato almeno ben quattro volte, nel 1924, 1937, 1951 e di nuovo nel 1968. (Nel caso abbiate dei dubbi è la registrazione del 1951 che è veramente famosa). Un tango meno popolare è una guida molto più attendibile.
Troverai poi che ci sono “famiglie” di artisti, classificati in base allo stile. Per esempio, se ti piace Caló, probabilmente ti piacerà anche Demare e De Angelis; se ti piace Canaro, prova con Donato e Lomuto; se ti piace D’Arienzo, prova anche Tanturi e Biagi. Altri artisti spiccano da soli, per esempio, se ti piace Pugliese o Di Sarli, non troverai nessun’altra orchestra il cui suono equivale al loro, o per essere più precisi, che ottiene qualcosa di un simile effetto.
Le registrazioni originali
Oggi, registrare musica è un fatto di tutti i giorni, qualcosa che puoi fare anche nel tuo salotto. Questo certamente non era il caso quando Angel Villoldo e Alfredo Gobbi arrivarono a Parigi in 1907 con l’intento principale di registrare la loro musica. Molto presto le case discografiche fondarono filiali in tutte le più importanti città del mondo, e Vicente Greco fu capace di fare la prima registrazione in Argentina per la casa discografica Columbia nel 1911, anche se le matrici (come venivano chiamati le incisioni originali) dovevano ancora essere mandate all’estero per essere stampate.
La storia affascinante dello sviluppo delle registrazioni va oltre lo scopo di questo articolo. Sarà sufficiente dire che il mercato in Argentina veniva dominato da due società: la Odeón company, con base in Brasile, e la Victor company. Victor fu assorbito dalla Recording Company of America (RCA) che è oggi posseduta dalla German Bertlesmann Group (BMG). Odeón è stato comprata da EMI nei primi anni ‘70. Queste due sono enormi multinazionali presenti in tutto il mondo, ma ciò non significa che i loro dischi siano più facilmente reperibili: vengono prodotti dalle loro società sussidiarie argentine, BMG Ariola Argentina e EMI Odeón Argentina, e non si possono ordinare questi dischi eccetto che attraverso importatori specializzati.
Si potrebbe anche pensare che BMG e EMI dovrebbero avere un enorme vantaggio rispetto ad altre case discografiche, con la loro possibilità di accesso alle enormi casseforti piene di registrazioni originali. Purtroppo questo non è il caso: molte delle “masters” originali sono perdute o mancanti. In ogni caso, le case discografiche argentine sembrano avere l’accesso migliore in assoluto a buone registrazioni originali.
Le case discografiche
Una delle cose che noterai, quando si esaminano i programmi delle ripubblicazioni delle varie case discografiche è quanto lavoro, in tempi precedenti, veniva fatto non da argentini, ma da appassionati in Europa e Giappone. Fu solo alla fine degli anni ‘90 che la produzione argentina finalmente superò quella straniera. Passeremo in rassegna ora le case discografiche in ordine cronologico, cominciando con il grande pioniere del tango su CD, El Bandoneon.
El Bandoneon
El Bandoneon è semplicemente una delle famiglie di case discografiche con sede in Barcelona impegnata alla ripubblicazione di materiale classico di ogni genere. Le case discografiche sono di proprietà della Fresh Sounds Records, una compagnia diretta da un uomo con un nome che suona catalano (Jordi Pujol) ma che in verità ha sede a Dublino, mentre i dischi vengono stampati in Svizzera.
El Bandoneon fu la prima casa discografica in assoluto a dare inizio ad un vasto programma di ripubblicazione su compact disc, un lavoro fantastico che consentì una maggiore conoscenza della musica del tango e, di conseguenza, la sua rinascita. Il catalogo di questo editore è il più vasto di tutti, includendo tutti gli artisti più noti di tango, cantanti, orchestre, compositori, quasi senza alcuna esclusione. Questo è ancora più significativo se consideriamo che El Bandoneon fu la prima casa discografica ad avventurarsi su un campo di mercato quando era molto difficile trovare registrazioni di quel periodo.
L’estensione del catalogo però impoverisce i contenuti per le più importanti orchestre da ballo, e leggendo i fogli illustrativi si ha l’impressione che l’editore della serie, Roberto Daus, non sia un ballerino.
I dischi sono tutti compilati molto bene e includono sempre fogli illustrativi interessanti e informativi. Il loro difetto è la qualità del materiale di fondo, che in tanti casi è abbastanza scarsa. Per giunta, è stato a volte usato un sistema di filtraggio che ha peggiorato i risultati. La mia intuizione è che questi dischi provengono in maggior parte da una singola collezione privata.
Alcuni dei dischi sono così scadenti che è molto difficile apprezzare la qualità degli artisti, al punto che potrebbero essere scambiati per altri. La lista di questi artisti cosi danneggiati contiene alcuni grandi nomi: Di Sarli, Tanturi.
Di regola, dischi migliori sono ora disponibili per tante delle orchestre da ballo, ma ci sono eccezioni importanti: Caló, De Angelis, il Quinteto Pirincho di Canaro. Tra i nomi più famosi El Bandoneon ha incluso i cantanti degli anni ‘30, pubblicando una magnifica ripubblicazione d’opera completa di Carlos Gardel contenente più di 21 dischi, che rimane senza paragone.
FM Tango
La casa discografica, ormai chiusa, FM Tango fu la prima casa discografica argentina ad iniziare un più vasto programma di pubblicazioni. A partire dal 1991 si pubblicarono circa trenta dischi per il pubblico argentino, ed è perciò molto interessante notare quali artisti vennero selezionati: Troilo, D’Arienzo, D’Agostino/Vargas, Tanturi, Gobbi, Pugliese, Di Sarli, Hugo del Carril, Goyeneche, Susana Rinaldi. Le fasi di trasferimento e di compilazione risultano molto buone, ma si nota la mancanza di fogli illustrativi.
Il catalogo di FM Tango non è stato particolarmente ben pubblicizzatodalla BMG e, sebbene non ufficialmente cancellati, la maggioranza dei dischi oggi giorni sono introvabili. In ogni caso ci sono alcuni sopravvissuti, per cui dovremmo ritenere fortunati d’avere almeno due di questi dischi nella nostra discoteca.
Disco Latina
Per i più facoltosi, questa casa discografica era una scelta molto interessante. Circa venti dischi della più alta qualità, rimasterizzati con estrema cura, ma ad un prezzo doppio di qualsiasi altro CD. Per molto tempo, il loro fu il migliore disco di orchestre quali Tanturi, Fresedo e Lomuto, come anche delle grandi cantanti come Ada Falcón, Mercedes Simone e Libertad Lamarque. Questo materiale è ora disponibile dappertutto a poco prezzo mal il catalogo contiene ancora qualche materiale unico: Enrique Mora e Juan Cambereri. Queste sono le vere gemme del catalogo. La produzione si è fermata a causa di problemi di copyright. Se te lo puoi permettere, compra ora questi dischi.
Harlequin
Essendo una piccola casa discografica inglese con sede a East Sussex, Harlequin si è concentrata sulla ripubblicazione di musica latina degli anni ‘30. Mentre ci sono alcuni fantastici titoli cubani, la produzione del tango contiene troppo materiale d’interesse storico invece che musicale, e perciò delude abbastanza, nonostante gli eccellenti fogli illustrativi di Simon Collier. Una grande eccezione è tuttavia rappresentata da i tre dischi Tango Ladies.
Tango Maestros
Dopo la fine della serie di FM Tango, il risultato della successiva incursione della BMG nel mondo del tango fu questa casa discografica di corta vita, apparsa nella metà degli anni ‘90. Sebbene fosse anche questa una pubblicazione argentina, almeno alcuni dei dischi di questa serie sono stati rimasterizzati presso gli studi della Victor in Giappone
Tango Argentino (20 temas)
Nel 1996 la BMG finalmente unificava i suoi sforzi e cominciava un programma più completo delle ri-pubblicazioni sotto l’etichetta Tango Argentino. Queste pubblicazioni si orientavano verso le più importanti orchestre da ballo. Il transferimento è veramente ottimo e i dischi sono generalmente compilati molto bene. Pertanto, sono diventati la migliore d’etichetta per la musica di D’Arienzo, Di Sarli, D’Agostino/Vargas, Troilo e Tanturi, che sono ampiamente rappresentati.
Reliquias (EMI)
La risposta della EMI al programma della BMG fu l’etichetta Reliquias, il cui crescente catalogo, in continua espansione, contiene sessanta titoli. Reliquias cura preferibilmente le orchestre e i cantanti romantici. Il trasferimento è generalmente (ma non sempre) superbo ma il punto debole di questa serie è la compilazione, che tende a confinare ogni disco su una limitata presentazione dell’orchestra, del cantante e del ritmo, senza riguardo del quadro totale. Tuttavia ci sono alcuni dischi veramente belli di Biagi, e la serie dei sei dischi di Pugliese è la migliore oggi reperibile. E non fatemi parlare della copertina.
Blue Moon
Un’etichetta gemella di El Bandoneon, Blue Moon ha un catalogo molto più ridotto. Hanno cominciato con due brevi serie: uno di 17 dischi, riprendendo da dove aveva lasciato El Bandoneon (intorno agli anni 1945), ad una seconda serie di solo quattro dischi di opere molto più recenti (Piazzola, Goyeneche, Susana Rinaldi). Questo casa discografiche stampòanche alcune compilazioni coprendo l’intero catalogo di Blue Moon/El Bandoneon: una è di quattro dischi, e una seconda, in digipack format (che include materiale che può essere letto su CD-ROM), di appena due dischi. Solo recentemente è uscita una serie di cinque dischi, ordinati secondo la decade, che non contiene i bizzarri brani di materiale nuovo.
Nel 1999 Blue Moon uscì con piccole serie di nome Las grandes orquestas del tango. Ciascuna serie si presenta come un set a due CD con quaranta brani e una copertina disegnata in modo molto attraente. Conta solo dodici titoli: Canaro, De Angelis, Pugliese, De Caro, Caló, Di Sarli, Fresedo, Troilo, Firpo, D’Arienzo, Piazzola and Francini/Pontier. Mentre fa piacere vedere qualche bella grafica sulla copertina di un CD di tango, temo che la fedeltà del suono non sia migliore di quella riscontrata nel catalogo di El Bandoneon - in altre parole, variabile.
L’Unione De Tangueros
Questa è una organizzazione di entusiasti e collezionisti, guidata da Remi Kooij in Olanda, che hanno pubblicati i loro personali CD e MD. Nessun foglio illustrativo, confezione minimale, ma un eccellente acquisto – l’organizzazione funziona su base no-profit – e la qualità del suono è molto competitiva, rispetto al precedente materiale. I brani sono presentati in modo cronologico, che trovo personalmente il modo migliore di farlo in quanto mescola brani cantati con brani strumentali senza improvvisi cambiamenti d’atmosfera. Il catalogo porta più di 100 dischi ed è particolarmente ben fornito di valses e milongas, che vengono pubblicizzati separatamente.
Comunque, caveat emptor: Remi non ha accesso ad una ditta di CD e perciò i dischi sono fatti su CD registrabile (CD-Rom). Questi dischi non possono qualche volta essere riprodotti su un normale sistema hi-fi. Gli MD non sono invece un problema.
Prossima volta: gli orchestre. In un articolo di 3,000 parole ti aiuterò a fare la tua scelta attraverso le più importanti orchestre. Che Dio mi aiuti!!
A presto!