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Articoli e interviste

INTERVIEW “STILI DI TANGO” - Parte I

Candombe e Canyengue

con Yvonne Meissner

(rivisto da P.Müller, M.Staglianò e C.Cipolat)

 Riproponiamo l'intervista sui diversi stili e nomi del Tango Argentino fatta alla maestra di tango Yvonne Meissner e uscita nel 2000 sulla "E-List americana".

(Y = Yvonne, G = giornalista)

G:     Yvonne vorremmo conoscere meglio la storia del Tango, guardandola sotto l'aspetto del ballo.

Y:     Vorrei incominciare parlandovi di un tipo di ballo precedente al Tango, portato in Argentina all'Africa, attraverso gli schiavi, chiamato candombe. Esisteva una consistente comunità di schiavi neri a Buenos Aires, che venne decimata da un'epidemia di febbre gialla nel 1871. Ancora oggi il candombe viene suonato a Montevideo/Uruguay (di fronte a Buenos Aires sull'altro lato del Rio Della Plata). I ballerini sono staccati (come per la salsa) e muovono il busto.

G:     Mi ricordo, che all'inizio del film "Historia de Tango", girato nel 1949, in alcune scene si vede come veniva ballato il candombe. Sembra inoltre che con la sua forte ritmicità il candombe, abbia influenzato il canyengue, una certa sorta di pre-tango.

Y:    Si, il canyengue viene sviluppato dai figli dei ballerini di candombe, quindi anche musicalmente mantiene buona parte delle sue radici africane e viene ballato dagli anni dieci/venti fino alla fine degli anni trenta.
Il canyengue o canyengue orillero può essere chiamato anche tango con cortes (y quebradas). Carmencita Calderòn ad esempio, ultima partner del famosissimo ballerino Cachafàz, non definiva il suo tango canyengue o canyengue orillero ma tango con cortes.
Sia i ricordi d'infanzia dei miei amici ballerini (che oggi hanno un'età compresa fra 60 e 90 anni) sia le ricerche fatte da storici, concordano nel considerare il tango con cortes y quebradas come una parte del canyengue, visto che il suo repertorio tipico non si basa solo su cortes y quebradas.

G:    Potresti spiegarci meglio il termine cortes y quebradas?

Y:    La definizione di corte proviene dal verbo "cortar", cioè tagliare, e indica, al contrario del passo (el paso), il tentativo di fare un passo senza spostare completamente il peso, sulla nuova gamba portante. Sulla gamba che ha iniziato il passo rimane almeno il 51% del peso, mentre sull'altra gamba si sposta il 49% (nel caso più esagerato). Il movimento si attua con la parte anteriore del piede della gamba sul quale si sposta il peso, che si appoggia e rimanda velocemente il passo sulla gamba iniziale.
La definizione di quebrada viene da verbo "quebrar", cioè sfondare, e si compie con un movimento laterale del busto all'interno del quale si può anche effettuare una torsione del busto.
Mi rendo conto di quanto sia difficile descrivere con parole movimenti, in realtà, molto semplici nell'esecuzione. Il tango con cortes y quebradas è una forma storica del tango che, di solito, oggi non viene ballata nei salons di Buenos Aires, visto che non viene più suonata la musica di base del canyengue.

G:    Per quale motivo?

Y:    Il canyengue è una forma antica di tango; veniva ballato dalla popolazione nera e dai meticci che vivevano nella zona popolare della città come La Boca e San Telmo (ma anche in tutta l'aria del Rio de La Plata, Montevideo/Uruguay compreso). E' formato da tanti movimenti del busto e quebradas, che trovano le loro radici nelle danze africane ballate dai loro antenati, giunti come schiavi.
Si possono ammirare ancora oggi a Montevideo/Uraguay, dove il tango viene ballato con tanti quebradas, forme ed espressioni molto interessanti.
Quando la classe sociale più elevata, di razza bianca, cominciò ad interessarsi a questo ballo dei "negros", cioè dei "morenos", lo modificò, lentamente, nel canyengue orillero. Viene definito orillero, perché era ballato negli orillas della città, la periferia, una zona ben definita dove i discendenti europei vivevano a stretto contatto con le famiglie meticce formate da bianchi e negri o da bianchi e indios.
Lo sviluppo del canyengue in canyengue orillero è iniziato intorno alla fine degli anni 20 inizio anni 30 e avvenuto grazie all'interesse di una classe sociale di poco più elevata, un iter ripetuto molte volte nello sviluppo sociale e formale del tango.
Con l'avvento di una nuova classe sociale ricca (la classe media), che voleva distinguersi nettamente dalle altre classi inferiori, il canyengue e il canyengue orillero, dagli anni 40 (il periodo d'oro del Tango), non è stato più ballato nei salon di Buenos Aires, così com non ne è stata più proposta la musica. Ancora oggi, gli autentici milongueros, essendo parte integrante o discendenti di questa classe sociale, con un'età compresa fra 60 e 90 anni, si rifiutano di ballare il canyengue in un salon de Tango.
L'interesse mostrato dagli stranieri alla fine degli anni 80, ha permesso il ritorno di questa musica che, però oggi si può ascoltare solo negli spettacoli per turisti o viene ballato in particolari salons da una nuova generazione di ballerini.

La maggior parte dei ballerini professionisti ha ripreso i passi di ballo ricordandosi
di averli visti ballare nella loro infanzia, da parenti in famiglia. Non dimentichiamoci infatti che gli autentici ballerini di canyengue avrebbero un'età compresa fra 95 e110 anni, mentre i ballerini attivi di canyengue orillero hanno oggi un'età compresa fra 85 e 90 anni.

Possiamo affermare che sia il canyengue che il canyengue orillero sono entrambe forme storiche del tango ballate da due gruppi sociali diversi, dimenticate per molto tempo e ritornate in auge grazie all'interessamento degli stranieri.

G:        Grazie, Yvonne.

 

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